Grigliate e vegani secondo i Findelmondani

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Arrivata a Buenos Aires salgo sul volo interno che mi porta a casa. Dietro di me una donna parla agitata al telefono: “Mamma, arrivo tra un’ora. Sì, sì, anche io sono contenta di rivederti, ma senti: mi devi portare qualcosa di fresco da bere e darmelo subito appena scendo dall’aereo. Altrimenti morirò, hai capito? Fa un caldo. Un caldo da esplodere, e morirò se non bevo appena scendo.”

Nel frattempo una signora seduta accanto a una delle mie figlie le dice: “Togli immediatamente quella felpa, altrimenti morirai di caldo!”

Mi sono rilassata sul sedile sorridendo. Ero veramente arrivata dai miei amati e megalomani findelmondani.

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Dopo qualche sera, organizzando una grigliata, raccoglievamo legni piccoli per far partire il fuoco. Chi viene, chi non viene, cosa prendo, cosa portano….e arriva la domanda d’importazione europea:

C’è qualche vegano?

“‘Ve… cosa?”

“Vegano”

“Non lo so, se serve per accendere il fuoco guarda nel cassetto dove ci sono i fiammiferi”.

“No, sono le persone che non mangiano niente che derivi dagli animali”

“Ma dai, veramente? Qui non c’è nessuno. Perchè di là sì?”

“Sì, almeno due per ogni classe”

“Sono tantissimi. Che complicato… Vogliono attenzione. Noi per sentire di appartenere a qualcosa, per odiare e amare in massa, ci facciamo tifosi da una squadra di calcio della città, ed è fatta. Vai lì, bello tranquillo, liberi i tuoi amori e i tuoi odi, se vuoi proporre le tue scelte alimentari monti un chiosco all’ingresso, se ti vuoi sentire civile non urli ‘cornuto’ all’arbitro, e finita la partita,  per festeggiare o per consolarci, facciamo una grigliata, grati di avere con che farla e buoni amici con chi condividerla”.

Continuo a raccogliere pigne e rami secchi pensando che se per vivere così verrò mangiata dagli alieni, mi farò trovare sorridente, circondata da amici, con un bicchiere di malbec in mano, sperando che la grigliata degli alieni sia cosi bella e conviviale da farmi onore.

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