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Ogni frustrazione porta una strategia per cambiare

9 dic

Dopo due mesi di fermo totale, oggi sono andata a trottare (correre è una parolona). Non ti dico..all’inizio è stato  come trainare un camion carico di camion. Ho messo la musica che ho ascoltato alla Stramilano per ancorarmi adun bel momento, a Milano c’era il sole, le bimbe erano con Stefano, quindi in ottime mani, ho attivato l’applicazione runtastic (che quando non ce la faccio mi fa’ pensare “dai, che poi pubblichi la sessione su twitter e ti vergoooogniiii se ti fermi ora”), e sono partita, in quarta.

Dopo duecento metri avevo bisogno di un pulmotore, ma come è possibile!! Mi sentivo pesante, stanca, fuori forma, mi faceva male la pancia, volevo camminare, ma era una delusione farlo, una sconfitta il mio corpo era tutto sconvulsolato. E io masticavo vetro, come si dice in argentina quando sei rabbioso.

Ti confesso, non mi sono detta cose molto belle in quel momento, mi sono rinfaciata tante cose, e mi sono aggetivata in modi non molto gentili.

Quando ormai stavo pensando di tornare indietro sui miei passi, ho ricordato questo articolo, cioè, ho ricordato che ogni cosa che succede può essere una oportunità per cambiare, per migliorare, e che quando questo accade di solito lo condivido, di modo che possa essere utile a qualcun’altro, ho deciso di continuare.

Per continuare ho dovuto fare questo:

  • essere coerente: sono un Mental Coach, e io ad un mio cliente avrei detto di fare una cosa diversa da quella che stavo per fare io buttando tutto per aria.

    CAMBIO

  • mettere l’orgoglio da parte: o meglio, essere orgogliosa non per aver corso bene ed essere stata all’altezza delle mie aspettative esagerate, ma esserlo per avercela messa tutta, e aver fatto comunque la mia oretta di allenamento, anche se a tratti camminando.
  • cambiare il dialogo interno: anzichè dirmi tutte quelle cattiverie, ho iniziato a parlarmi come se fossi una bimba piccola, che stava facendo uno sforzo, che aveva passato un momento difficile, e aveva bisogno di ricevere da me comprensione, incoraggiamento e amore, e non ulteriore pressione.
  • pensare al dopo: come mi sarei sentita meglio? tornando a casa dopo dieci minuti, o tornando a casa dopo aver fatto il massimo sforzo per un’ora?
  • divertirmi!: ho preso l’iphone e ho mandato avanti le canzoni finchè ho trovato quella che mi da carica e ho ricordato le parole di Marco Caggiati al Vitality: “fatte in modo che quello che fatte vi dia piacere, in questo modo il vostro cervello vorrà ripetere questa attività”, e così non mi sono spinta troppo oltre al punto di fare uno sforzo che mi faccesse sentire male.

Queste cose che ora metto così separate, sono successe in un’istante, e in quell’istante mi sono venute lacrime agli occhi e un brivido lungo la schiena, è questa per me la sensazione che mi indica che sono sulla via giusta, che stà succedendo qualcosa di buono, o di importante, di prezioso. O più semplicemente  come quando nel Tetris sei ai livelli più alti di difficolta e riesci a girare  le forme talmente bene e rapidamente che incastrano alla perfezione e fanno sparire quattro linee di fila :-D

E così ho fatto tutto il mio giro, divertendomi, trottando, a tratti camminando, godendomi il sole, e questo nuovo inizio alla corsa, lasciando libera la mia mente di pensare ad altre cose, al futuro, alle mie bimbe, o semplicemente godendomi la musica.

Se anche tu hai qualcosa che ti provoca frustrazione, se hai aspettative molto alte che ti impediscono di dare il primer passo e poi quelli che seguono, ti propongo di mettere in atto questa strategia, questi cinque passi, e quando lo farai raccontami com’è andata.

Alla prossima!

Reflexiones / Riflessioni

3 nov

Hay momentos en la vida en los que uno quisiera una respuesta exacta, que además sea la correcta, momentos donde uno no quisiera tener que esperar que el tiempo sea maduro, ni que se vaya haciendo camino al andar. Yo al menos, no he tenido hasta ahora una buena relación con la incertidumbre. Buena noticia o mala noticia, pero la noticia quería.

Estoy entendiendo, lentamente y con fatiga, que es la vida misma quien se encarga de hacernos crecer, poniendono en situaciones que nos obligan a enfrentar nuestros miedos, nuestros límites. Y cuando digo entender me refiero no a las cosas que se entienden estudiando. Comprendí que hay cosas que se entienden abandonandose al presente, porque en realidad no hay mucho mas que hacer. Las memorias no resuelven, y el futuro es siempre incierto, aceptar el presente intuyo que sea la clave, la respuesta correcta. Aceptarlo con todo lo que trae, abrigando cada sentimiento.

Tanto se dice sobre “luchar por salir adelante”, creo que “salir adelante” sea algo parecido a nacer, para lo cual no hay que luchar, sino dejarse llevar por la fuerza de la naturaleza y acompañarla. Esta fuerza está en todos lados, en cada cosa que nos pasa, en cada respiro, en cada acontecimiento. Y creo que luchar, por ser fuerte, por negar el dolor, por negar lo indicios, por armar una coraza, sirva solo a complicar las cosas.

En éstos días mi hija Valentina ha cantado una canción, invintandome a tomarla de las manos y seguir la canción con gentos, que en español diría mas o menos así: “Y tira y suelta, tira, tira tira y suelta, tira y suelta, tira tira y suelta…. y dejalo ir..”. Con alegria, con amor, con tristeza, con estupor, con miedo, y con todo sentimiento que venga, creo que la clave sea  aflojar la prensa de la mente, abrir el corazón, y con amor y dejar que vaya.

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Ci sono momenti nella vita nei quali uno vorrebbe una risposta esatta, che in più sia quella gisuta, momenti dove si vorrebbe non dover aspettare che i tempi siano maturi, ne “hacer camino al andar”. Io al meno, non ho avuto finora un buon rapporto con l’incertezza. Buona notizia o cattiva notizia, ma notizia voglio.

Inizio a capire, lentamente e con fatica, che è la vita stessa a farci crescere, mettendoci in situazioni che ci obbligano ad affrontare le nostre paure, i nostri limiti. E quando dico capire non mi riferisco alle cose che si capiscono studiando. Ho realizzato che si sono cose che si capiscono abbandonandosi al presente, perchè in realtà non c’è n’è molto di più da fare. Le memorie non risolvono, e il futuro è sempre incerto, acettare il presente credo sia la chiave, la risposta corretta. Accettarlo con tutto quello che porta, accogliendo ogni sentimento.

Tanto si dice sul “lottare per andare avanti”, credo che “andare avanti” sia qualcosa di simile a nascere, e per farlo non c’è da lottare, ma da lasciarsi trasportare dalla forza della natura e accompagnarla. Questa forza è dapertutto, in ogni parte, in ogni cosa che succede, in ogni respiro. E credo che lottare, per essere forte, per negare il dolore, per negare gli indizi, per costruire una corazza, serva solo a complicare le cose.

Y questi giorni mia figlia Valentina ha cantato una canzone, invitandomi a prenderla per mano e seguire la canzone con i gesti, la canzone dice cosí: “E tira e molla, tira, tira tira e molla, tira tira, tira tira e molla…. e lasci andar…” Con allegria, con amore, con tristezza, con stupore, con paura, e con ogni sentimento avvenga, forse la chiave sia allentare la presa de la mente, aprire il cuore, fidarsi, e con amore lasciar andar.

Fatti sono amori

20 ott

Ti confesso che, a differenza di quasi tutti gli articoli precedenti, questa volta non ho in mente niente di particolare da scrivere. E’ passato un po’ di tempo dal mio ultimo articolo, e poi la vita mi ha travolto in una valanga di stelline magiche, come quelle della fatina delle fiabe, e ho, e abbiamo, preso tante decisioni, o forse non tante, ma importanti, consistenti.

E così sono stata un po’ lontana da questo spazio che per me è una tisana fumante in queste sere di outunno, un angolo pieno di libri e cuscini, una moltitudine di persone immaginarie sulle quali fantastico vita opera e sentimenti.

Oggi però ho (ben?) pensato di rompere l’inerzia, essendo coerente con quanto dicevo a una artista con la quale stò lavorando. Le dicevo che anche la mancanza d’ispirazione può essere ispirazione, che si può scrivere, comporre, dipingere la frustrazione, il desiderio di ritrovarla, la curiosità di quale creatura verrà fuori, i ricordi dei momenti più ispirati, la fantasia di futuri momentidi ispirazione massima, e così via.

E penso che sia così anche nella vita, di tutti i giorni, nelle piccole cose, l’importante è fare, iniziare, una pennellata, un piccolo gesto, il moto sottile dell’inizio di una intenzione, il tentativo di un sorriso senza voglia, il lasciarsi andare ad una emozione, senza criticarla, senzaresistere, senza pensarla. Se tanto, anche quando crediamo di sapere, non è vero che sappiamo quale creatura verrà fuori..sono giochi che ci fa’ la certezza che di certo non ha molto. La vita è cambiamento, sorpresa, curve, stagioni.

L’importante è decidere qualcosa, e  fare. Non dire, fare. Dire poi aiuta, poetiza, ornamenta, ma come si dice in Argentina “Hechos son amores”, i fatti sono amori. Ma questo sará l’argomento di un altro articolo.

In tanto a te che mi leggi, grazie dell’attesa, grazie di essere ancora li.

Alla prossima

La mia prima corsa oggi, che non ho tanta voglia, mi serve d’ispirazione

21 giu

Esco dal lavoro , non avendo pranzato con l’idea di andare a correre, o meglio a strisciare sul tapis roulant .. Arrivo all’angolo della palestra  e penso: “Potrei anche andare 50 metri dalla parte opposta, al bar, da Max il mio amico barista a fumarci una sigaretta insieme e chiacchierare”.

Non so quale forza mi abbia spinto ma ho scelto la palestra.

Arrivo lì e la tontona della reception mi da l’asciugamano e mi dice che mi deve parlare, che il mio abbonamento ANUALE finisce tra 20 giorni e che in quest’anno io  ho fatto solo 18 ingressi.

SOLO! E ti sembrano pochi?. Mi sgrida come fanno gli adulti tonti con i bambini, che non venire e “sciocco”, che se “faccio la brava” mi estende l’abbonamento, con sempre in bocca  un mezzo sorriso un po’ da “mi fai pena”.  Faccio un’immagine mentale dove le spacco il naso sul bordo del bancone (la mia aggressività deve pur uscire da qualche parte), le sorrido nella realtà, già piu’ soddisfatta, e vado a mettermi la tuta.

 Iniziamo bene, penso.

 
Arrivo sul tapis roulant,  metto i Beatles sull’Iphone, imposto la macchina in 50 minuti, e via, a camminare e guardare come i secondi non passino mai. Ma mai.

 Guardo in su per non subire la tirannia del timer e mi ritrovo me nello specchio….ahhggg che orrore, quanto non mi piaccio sul tapis roulant con la tuta da ginnastica, con le mie gambe enormi, e tira su quelle spalle di una volta per tutte!!.

 Torniamo al timer, va..

 A quel punto la maglietta bianca pulita che avevo addosso inizia a puzzare, ma tanto, hai presente quell’odore dei vestiti quando si asciugano male e vengono messi comunque in armadio? Una cosa disgustosa, che si abbinava perfettamente alla situazione di merda che stavo vivendo.

Ciliegina sulla torta, la batteria dell’iphone finishe (jobs, dobbiamo migliorare su questo argomento) e resto senza musica.

 E sono passati solo 5 minuti.

 Ma cammino comunque, corro un minuto, e torno a camminare.

Finche i miei occhi pieni di frustrazione trovano una porticina nella macchina, la apro mentre cammino e vedo che aveva un attacco che somigliaba il sedere del mio i phone, e infatti lo inserisco e mi si apre un mondo nel fatidico schermo del timer: tutta la mia muscia, dividi per brani o per artista.

Artista – The Beatles – tutte i brani – casual.

Beh, questo mi piace. Black bird singing in the dead of night…..nice, questo mi piace…. Desmond has a barrow in the market place….hahhaa, pensa te, il vitality…e inizio a correre….….Honey pie you are making me crazy

I’m in love but I’m lazy

So won’t you please come home

mm..questo è il mio ritmo. Belloooo ..e corro al ritmo di honey pie in modo proprio fluido, ma non solo al ritmo, inizio proprio a giocarci, a cercare di andare sempre con il ritmo, di apoggiare un piede per ogni tempo, e a volte cambia, e quindi saltellavo su un piede, o facevo due passi in un tempo, o un passo lungo in due…inizio a sorridere, imposto “repeat canzone for ever e vado avanti”, mi tolgo gli occhiali perché l’immagine nello spechio continuava a infastidirme, e divento, come mi diceva l’amico Moyano in argentina, modalità 20 centimetri, che è la distanzia che vedo senza occhiali. Immagino che sono uno spettacolo di donna, tonica come il ferro, siamo al parco che corriamo con stefano, lui mi corre dietro urlando “BONAAAAA!!!” ahahha

E correvo, correvo, correvo, e ridevo, suonavo la chitarra, fecevo i passi giusti giustissimi, che goduria. Mai pensato, ma pensate che bello. Domani vengo, vediamo come si puo’ fare. E anche sabato mattina, stefano mi tiene le bimbe. Questo è una figata. Ma pensa come corro, mi sono dimenticata del mio corpo. Finalmente siamo una sola cosa. ..

 BOOMMMMM…

mi schianto contro il monitor della machina, rimango abbracciata senza capire cosa succede. Guardo, premo i tasti…erano passati i 45 minuti. Erano finiti senza che io me ne rendessi nemmeno conto. Noooo QUIERO MAS HONEY PIEEEE!!! imposto altri 15 minuti impossesada e vado avanti. INCREDIBILE

 Scendo che non sento le gambe, che fantastico. Vado a fare un po’ di streching, e accanto a me una donna ,che si vedeva sapeva quello che faceva, si mette a fare addominali. E mi chiede cosa ascoltavo che si vedeva mi stavo divertendo. Honey pie. Solo quello?. Si, tutto li ;-)

Correre  può essere fantastico, basta che trovi la strategia giusta per te, e se non sai come farlo un Personal Coach può esserti di grande aiuto.

Questo l’ho scritto quasi un anno fa’, poco dopo aver finito il corso Vitality Coaching (che si tiene una sola volta all’anno ad agosto, se vuoi saperne di più clicca qui) e oggi che non avevo tanta voglia di andare a correre mi ha ispirato, e mi ha convinto ad andarci.  Spero che abbia su di te un effetto simile, e se cosi sarà, fammelo sapere con un tuo commento!.

Alla prossima!

Se hai chiara la tua mission, sai sempre cosa fare. Io ora vado all’Excellence!

27 apr

Ora mentre scrivo sono su un  treno che mi porta a Reggio Emilia, a fare da assistente ad un corso al quale sono particolarmente legata, come lo è ogni persona che l’ha vissuto. Mi emoziona pensare per quante persone domani sarà la prima volta, quante persone si staranno preparando adesso per un full inmersion di quattro giorni senza avere capito ancora bene cosa ci vanno a fare. Perché neanche io l’avevo capito bene.

Come mai, mi chiederai, uno può andare a fare un corso senza sapere il contenuto?

Succede che ad esempio, io potrei spiegarti ora i contenuti, potrei dirti che è un corso dove lavorerai su di te, sulle credenze che ti hanno fatto da base fino ad adesso, dei valori che ti hanno guidato, che svilupperai la tua leadership personale, e potrei andare avanti una pagina intera ad elencarti i contenuti che comunque sia, quando avrai finito il corso, il tuo sguardo sarà cambiato, il tuo rapporto con te stesso e con li altri sarà cambiato, il modo nel quale guardi la vita davanti a te ogni giorno quando ti alzi, il modo in cui guarderai le persone con le quali ti trovi, anche quelle con le quali non vai tanto d’accordo. Ti sentirai diverso/a all’ora di decidere cosa fare o cosa non fare, avrai smosso dentro di te un mare di emozioni, sostenuto e contenuto dall’abbraccio di tutti i tuoi compagni e di tutti noi, dagli assistenti, ai  coach e ai trainer del corso, che siamo li due volte all’anno per ricreare quest’avventura, questa fantastica esperienza.

Un anno fa ero lì da corsista, per la prima volta lasciavo le mie figlie per ben quattro giorni, con tutti i dubbi e il dispiacere che questo mi provocava. Ricordo anche quando le ho riviste…sentivo chiaramente di aver fatto la cosa giusta, sentivo lo sguardo limpido verso il mondo, mi sentivo felice e leggera senza tante cose che mi portavo dietro più o meno consapevolmente.

Come ti ho detto in altri articoli, voglio fare del mondo un posto migliore, per questo sono ora su questo treno, e anche se sarò lontana per qualche giorno dalle mie bimbe, mi motiva sapere che contribuirò a migliorare la vita di 100 persone, che a loro volta contageranno di cose buone la vita di chi li circonda, e questo fa’ si che il gioco valga la candela.

E ora un video per entrare in state ;-)

Il mio treno stà arrivando, inizia ora un’altro viaggio ;-).

Alla prossima!

Non c’è fretta, un paso mas!

26 mar

Qualche mese fà, di seguito ad un corso molto divertente sulla vitalità, per stare al meglio sia fisica che mentalmente, ti avevo scritto questo articolo . Da lì mi sono metaforica e letteralmente lanciata verso la mia nuova vita per quanto riguarda la salute e la forma fisica, e come prova c’è la foto che vedi qui a sinistra :-) Arrivare lassù è stata una vera odisea, e per lanciarmi ho dovuto andare contro il mio istinto di sopravivvenza che mi diceva “abbraccia   questo palo più forte che puoi e che ti vengano a prendere i pompieri”.

Da questo corso in poi ho iniziato a mangiare in un modo più consapevole, scoprendo anche sapori e ricette che non conoscevo. Ho iniziato a fare il pane in casa per la delizia di tutta la famiglia (quando viene bene), ho pratticamente smesso di fumare (dico pratticamente perchè ogni tanto mi concedo una) e la cosa più incredibile e meravigliosa per me, a 33 anni ho iniziato a correre….ah quanto mi piace. Sento che non potrò più fare a meno di questa nuova attività che è entrata a far parte della mia vita.

E bene, domani ho la mia prima sfida, i 10 km della Stramilano. Sono veramente emozionata di questo e volevo condividerlo con te. E sono emozionata non solo per la gara, ma per la sensazione di potenza che mi da il fatto di aver dissolto la credenza che ormai fosse tardi per iniziare a fare sport. Che sciochezza. Non è tardi a 33, come non è tardi a 40, a 50, a 60, a 70… sempre è un ottimo momento per iniziare. Il segreto stà nel dare il primo passo, e farselo piacere, di modo che il cervello ne voglia sempre di più.

Se tu sei un corridore starai sorridendo con condiscendenza, magari con qualche nostalgia o ricordo di quanto anche tu hai iniziato, e se invece tu non hai mai mosso un dito (e io ti conosco bene allora ;-) dirai Wow, 10km!!. Io sono carica come una molla al solo pensiero di arrivare alla fine, magari sotto la pioggia che è annunciata per domani, con le persone che attendono al traguardo, l’orgolgio che sentirò per me stessa, per il sacrifici fatti per andare a correre anche quando non avevo tanta voglia, o faceva freddo, o non ero in formissima…voglio che arrivi domani!

Intanto ho scoperto da poco il mio mantra, visto che mi frega sempre la fretta per arrivare, e dimentico che l’importante è correre, mentre corro mi dico “Non c’è fretta, un paso más, un paso  más” (mi parlo bilingue, hai notato?). Ora ti lascio, domani ti racconterò com’è andata, intanto pensatemi, ma per favore, che sia un pensierino veloce :-D.

 

Buon week end e…BIP BIPPP!!! ;-)

 

La noosfera: il nostro abbraccio planetario / La noosfera: nuestro abrazo planetario

24 mar

(MAS ABAJO EN ESPAÑOL)

Ti ho promesso nell’articolo precedente che ti avrei parlato della Noosfera, ed eccomi qua. Ti confesso che mi  sono complicata un po’ la vita con questa promessa, visto che è da giorni che leggo su questo argomento e prima di buttarmi a scrivere queste linee hai rischiato di trovarti un articolo academico con tanto di nomi e date.

Poi, stressata dal ritorno alla sensazione di “tema scolastico” ho pensato (vuoi per pigrizia, ma preferisco dire che per un colpo di genio letterario, così capisci quanto riesco ad essere indulgente con me stessa) che tutti questi dati potrai trovarli su google. Quindi se avari curiosità quando avrai finito di leggere questo articolo (capito? dovrai finirlo :-) ) potrai “googleare” (adoro i neologismi) “noosfera” tranquillamente.

Adesso grazie alla tua volontà di dedicare la tua attenzione e qualche minuto del tuo tempo a leggere questo artícolo, io ho il privilegio di farti salire sul mio sidecar (stavo per dire la mia moto, ma visto che non so guidarla potresti aver paura) e portarti a fare un giro attraverso i miei pensieri, attraversando le mie emozioni, forse qualche ricordo, e sicuramente qualche mio panorama futuristico. Ho la possibilità di condividere con te le mie immagini, che dalla partenza ti includono perchè scrivo per te che stai leggendo, posso condividere questo profumo di primavera appena iniziata che non ha un nome ma che tutti conosciamo, condividere il rumore che sento della gente che inizia a stare fuori nei bar sotto casa mia, il rumore della tastiera sotto le mie dita che vanno velocissime grazie al corso di dattilografia in seconda liceo, e il profumo della tisana che fuma sul tavolino (a momenti vorrei che fosse un cioccolato ripieno di mandorle :-D ). E quindi, in qualsiasi parte del mondo tu sia, ci sarà una risonanza di questo mio momento. Saremo in un certo modo collegati, e se sarò brava a scrivere, potremo vibrare per un momento sulla stessa lunghezza d’onda.

Bene. Questa non è la noosfera. :-D

Però in un certo modo mi aiuta a spiegarla in quanto spazio virtuale di una coscienza universale, dove tutto quello che è mente, coscienza, psiche, energia,  risuona. Concetto che richiama anche all’idea di Dio che ho “imparato” a scuola, e che al momento per falle nella transmisione non sono riuscita a sentire come qualcosa di spirituale  ma come l’occhio di un grande fratello cattivo. Ci stò ripensando ora che mi  sono incuriosita e  affascinata di questo concetto, e ti spiego perchè.

Anni fa’ ero un po’ diversa da come sono oggi, avevo la stessa sensibilità riguardo il mondo, ma con un senso d’impotenza che mi intristiva, pensavo che quello che io o tu potessimo fare non contava più di tanto, che il mondo va così e quelli che avrebbero il potere di cambiarlo sono altri, non tu o io.

Non staró qui a raccontarti tutto il percorso, ma tante cose sono cambiate, e tra le poche certezze che ora  ho, c’è quella di sapere che tutto conta, che tutti contiamo. Che se qualcuno diventa una persona migliore, se qualcuno ama, se qualcuno capisce qualcosa, la sua energia migliora, e la sua energia constituisce, insieme a tutte le altre,  l’energia che abbraccia il mondo come una mamma amorevole. E quindi la qualità di questa energia dipende direttamente da noi, siamo responsabili di questo stratto del nostro mondo tanto quanto ne siamo responsabili degli altri. Solo che non c’è una raccolta differenziata per i nostri pensieri e le nostre emozioni, non c’è comune al mondo così evoluto da farci pensare a queste cose.

Io ti propongo di pensarci. Nel mondo stanno succedenzo tante cose, e ci sono tante teorie sulle cause. Ci sono anche tante teorie sul futuro, da quelle apocalliptiche a quelle  dove “niente è mai successo e niente succederà”, che non è altro che un messaggio rassicurante per non cambiare niente e continuare a consumare.

Io non so chi ha raggione, l’intuizione mi dice solo che le cose stanno cambiando, e che noi dobbiamo cambiare. Cambiare fa paura, l’incertezza fa paura, ma quello che abbiamo fatto fino ad oggi stà dando risultati nefasti. Se vogliamo un futuro migliore dobbiamo fare qualcosa di diverso a quello che abbiamo fatto fino ad oggi, non possiamo pensare di poter cambiare i risultati senza cambiare la strategia.

Io ho preso la mia posizione, ho due figlie e sento il bisogno di fare qualcosa forte nella pancia. Faccio e farò tutto quello che posso per colorare la noosfera di tutti con i colori più belli, darò il mio contributo perchè l’energìa che ci avvolge sia vitale, come una brezza frizzante, profumata di primavera. E vorrei ispirare anche te a colorare e purificare la nostra noosfera. Per farlo dobbiamo solo andare avanti con la nostra vita ma in un modo consapevole, rendendo onore ai momenti, alle persone che ci stanno vicino, e quando i cattivi pensano a far la guerra, noi parliamo d’amore.

Ti sembro ingenua o sotto effetto di sostanze allucinogene? ottimo, il mio cervello le produce naturalmente e anche il tuo è capace di farlo. Basta entrare nella sintonia giusta e lasciar andare i tuoi pensieri, scollegarti dai momenti di rabbia, scolegarti dagli arroganti, scollegarti dalla televisione e collegarti consapevolmente a questa rete che formiamo tutti. Se tu stai bene sarà contaggioso, e  il mondo sarà un posto migliore. Io lo credo veramente. A maggio dell’anno scorso, quasi un anno fa’, facevo il corso più bello mai fatto a livello di crescita personale, e lì ho potuto realizzare che le persone, tutte insieme, vibrando nella stessa sintonia, guidati da persone coherenti e piene d’energia, possono veramente creare magia, e oggi penso anche che la crescita non è mai strettamente “personale”, se tu cresci, farai crescere gli altri attorno a te.

Adesso questo giro è finito, con calma  puoi scendere dal mio side car, stirare  le gambe (molto romantico ma un po’ scomodo). Io ti ringrazio di cuore della compagnia, e attendo curiosa i tuoi commenti

Alla prossima :-)

************************

Te había prometido en facebook que te iba a hablar de la  Noosfera, y aquí estoy. Te confieso que me compliqué un poco la vida con ésta promes, visto que hace días que leo sobre el argumento y ántes de lanzarme a escribir éstas lineas arriesgaste de encontrarte con un artículo académico con tantos nombres y fechas.

Después, estresada por el retorno a la sensación de “trabajo práctico” escolástica pensé (si querés por haraganería, pero prefiero pensar que por un golpe de genio literario, así entendés cuánto llego a ser indulgente conmigo misma) que todos éstos datos podrás encontrarlos en google. Por lo tanto si tendrás curiosidad, cuando habrás terminado de leer éste artículo (entendido? tenés que terminarlo :-D ) podrás “googlear” (adoro los neologismos) “noosfera” tranquilamente.

Ahora, gracias a tu voluntad de dedidar tu atención y algunos minutos de tu tiempo a leér este artículo, yo tengo el privilegio de hacerte subir a mi sidecar (estaba por decir mi moto, pero visto que no se manejar podrías asustarte) y llevarte a dar una vuelta a través de mis pensamientos, atravesando mis emociones, quizás algun recuerdo, y seguramente  un panorama futuristico. Tengo la posibilidad de compartir  con vos mis imágenes, que desde el vamos te incluyen porque escribo para vos que estás leyendo, puedo compartir este perfume de primavera recién llegada que no tiene un nombre pero que todos conocemos, compartir el rumor que viene de la calle, de la gente que empieza a estár afuera de los bares, el ruido del teclado bajo mis dedos que lo recorren rapidísimo gracias el curso de dactilografia en tercer año, y el perfume del té que larga humo sobre la mesita (por momentos quisiera que fuera un chocolate relleno de avellanas :-D). Y por lo tanto, en cualquier parte del mundo donde vos estés, habrá una resonancia de éste momento. Estaremos conectados en algun modo, y si seré buena escritora, podremos vibrar por un momento a la misma longitud de onda.

Bien. Y ésto no es la noosfera.  :-D

Pero en cierto modo me ayuda a explicarla en cuanto  espacio virtual de una conciencia universal, donde todo aquello que es mente, conciencia, psique, energía, resuena. Concepto que me recuerda la idea de Dios que “aprendí” en la escuela, y que en aquel momento, por fallas en la tranmisión no llegué a sentir como algo espiritual sino como el ojo de un Gran Hermano castigador. Estoy repensando en éstas cosas ahora que me ha dado curiosidad y fascinación éste concepto, y te explico por qué.

Años atrás era un podo diversa de como soy hoy, tenía la misma sensibilidad en relación al mundo, pero con una sensación de impotencia que me entristecía, pensaba que lo que vos o yo pudiéramos hacer no contaba mucho, que el mundo estaba así y que quienes tendrían el poder de cambiarlo eran otro, no vos o yo.

No me voy a poner aquí a contarte todo el recorrido, pero tantas cosas han cambiado, y entre las pocas certezas que ahora tengo, está la de saber que todo cuenta, que todos contamos. Que si alguien se convierte en una persona mejor, si alguien ama, si alguien entiende algo, su energía mejora, y su energía constituye, junto a todas las demás, la energía que abraza el mundo como una madre amorosa. Y por lo tanto, la cualidad de ésta energía depende directamente de nosotros, somos responsables de ésta capa del mundo tanto cuanto somos responsables de las otras. Solo que no hay una recolección diferenciada para nuestros pensamientos y nuestras emociónes, no hay en el mundo un municipio tan evolucionado que nos haga pensar en éstas cosas.

Yo te propongo que lo pienses. En el mundo están sucediendo tantas cosas, y hay tantas teorías sobre las causas. Hay también tantas teorías sobre el futuro, de las mas apocalípticas a aquellas donde “nada ha sucedido ántes, nada sucederá”, que no mas que un mensaje reasegurador para no cambiar nada y continuar con el consumo.

Yo no se quién tiene razón, la intuición me dice solo que las cosas están cambiando, y que nosotros tenemos que cambiar. Cambiar da miedo, la incertidumbre da miedo, pero lo que hemos hecho hasta hoy está dando resultados nefastos. Si queremos un futuro mejor, tenemos que hacer algo diferente de lo que hemos hecho hasta hoy, no podemos pensar en poder cambiar los resultados sin cambiar la estrategia.

Yo tomé mi posición, tengo dos hijas y siento fuerte en la panza la necesidad de hacer algo. Hago y haré todo lo que puedo para colorear la noosfera de todos con los colores mas bellos, daré mi contribución para que la energía que nos envuelve sea vital, fresca, perfumada de primavera. Y quisiera inspirarte también a vos para colorear y purificar nuestra noosfera. Para hacerlo debemos solo seguir adelante con nuestra vida pero de manera consciente, rindiendo honor a los momentos, a las personas que tenemos cerca, y cuando los malos piensan en hacer la guerra, nosotros hablamos de amor.

Te parezco ingenua o bajo el efecto de sustancias alucinógenas? óptimo, mi cerebro las produce naturalmente y también el tuyo puede hacerlo. Basta entrar en la justa sintonia y dejar fluir los pensamientos, desconectarte de los momentos de rabia, desconectarte de los arrogantes, de la televisión, y conectarte conscientemente a ésta red que formamos todos. Si vos estás bien será contagioso, y el mundo será un lugar mejor. Yo lo creo verdaderamente. En mayo del año pasado, casi un año atrás, hacía el curso mas hermoso que hecho a nivel de crecimiento personal, y ahí pude ver que las personas, juntas, vibrando en la misma sintonia, guiadas por personas coherentes y llenas de energía, pueden verdaderamente crear magia, y hoy pienso también que el crecimiento no es nunca estrictamente “personal”, si vos creces, harás crecer los demás entorno a vos.

Ahora la vuelta ha terminao, con calma podés bajar de mi sidecar, estirar las piernas (muy romántico per un poco incomodo, lo sé). Yo te agradezco de corazón por la compañía, y espero curiosa tus comentarios.

Hasta la próxima :-)

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