Lascia pure un messaggio e un’impressione dopo il segnale acustico. Biiiiiiip
Ieri sono andata a fare gli ultimi esami, l’ultimo tagliando di routine, insieme ad un eco cardiogramma consigliato per scrupolo in base ad un soffio riscontrato, e non ho niente, “soltanto la valvola mitrale che rigurgita un po’”. Così, con quelle parole.
Per tanto posso dire di avere conferma scientifica che il mio cuore non digerisce bene alcune cose oppure è troppo carico e rigurgita. Divertente.
Manca poco alla nascita, e se potessi ritirarmi in un caverna nascosta al mondo, certo con tutte le comodità perché le mie sovracaricatissime ossa possano riposare tranquille, lo farei. Ma non posso. E quindi, visto che non sono ne un medico di urgenze ne niente che gli somigli, mi concedo al meno di non rispondere al telefono se non ho voglia di parlare. E quasi mai ho voglia di parlare al telefono. Chi mi conosce bene lo sa, e non si scandalizza. Men che mai nel 2013 con tutte le forme alternative al piccione viaggiatore e segni di fumo che ci sono per far arrivare comunque il messaggio, e anche gratuite come le mail, messaggi su skype, whatsapp, twitter, facebook..ecc.
Ai messaggi invece rispondo sempre, perché mi piace scrivere e perché si può fare in differita. Non è che devo rispondere in mezzo al prelievo del tampone per lo strettococco, o nelle due ore di mattina che sono riuscita a dormire dopo notti insonni, o mentre torno dalla scuola con le borse della spessa e chiacchiero con le mie bimbe, o mi godo i pochi momenti di silenzio e solitudine che mi restano prima del lieto evento, o mentre sto girando la polenta.
Poi ci sono quelli a chi rispondo sempre perché c’è tanta intimità, ed è come parlare con una parte di me stessa, non mi fanno domande perché sono sempre al corrente, e se non voglio parlare basta dirlo così, senza giri.
Una cosa molto egoista, da inaffidabili, da non rintracciabili?. Forse. Io penso che siamo sovra, e tante volte comunque mal, comunicati. Che il cellulare può essere uno strumento utile, ma che può essere anche molto invadente. E non credo che le persone abbiano l’obbligo di rispondere alle mie chiamate, che debbano correre, rischiare gli scontri in macchina per non perdersi la mia chiamata, non credo di avere il diritto di scaldarli le orecchie perché avevo 15 minuti d’attesa da riempire, posso scrivere una mail, o leggere un libro. Se non ho un vero bisogno non chiamo mio marito, perché mi piace avere qualcosa da raccontarci la sera, e perché mi piace che senta la mia assenza, e sentire la sua.
Mi piace ritrovarmi dal vivo con le mie amiche, e parlare, tanto, guardandole negli occhi e a quelle più espressive, di solito italiane, anche anche nelle mani. Mi piace anche ritrovarmi dal vivo con i miei amici, con i quali non si parla quasi come con le amiche, perché sono maschi e con i maschi non ci si siede a chiacchierare ma “si fa qualcosa insieme”, si fa’ una grigliata, la si condisce di battute e rissate, si gioca a carte, nel frattempo si parla, o no, ci si prende un po’ in giro.
E quindi, per quelli che “sono preoccupato/a perché non rispondi” dico, le brutte notizie viaggiano veloci, qui non ce ne sono. Io sto bene, sono felice, e piena di amore e ormoni che mi fanno camminare lentamente ma mezzo metro sopra la terra, e non posso dire niente di più senza rischiare di non essere obiettiva, quindi confidando nell’obiettività altrui vi do il parte ad oggi mettendo insieme le cose che mi dicono le persone che incontro quando, per forza, esco:
“Sono: ancora qui! ancora in giro! ancora guido! ancora faccio la spesa!. E: mangio le fragole! mangio le noci!. Ho la pancia più bassa, e non ancora bassa, anzi tanto alta per essere alla fine. Sono tanto ingrassata ma vedrò, poi li perdo. E non sono per niente ingrassata!! sono solo pancia!!. Si vede che è la terza perché ho la pancia “a pera” e quasi quasi vedrò, mi sorprenderò quando nascerà un maschio perché ho la pancia molto appuntita, e anche molto tonda, per cui di sicuro è femmina perché anche lei quando aspettava la femmina aveva la pancia uguale uguale alla mia. Nascerà prima, perché i terzi anticipano tanto. E forse andrò oltre i nove mesi perché non ho per niente la faccia di una che sta per partorire. Riposo ora perché devo credere, non so dopo cosa mi aspetta. Mi godo le bimbe ora perché vedró, ora stanno bene ma dopo entreranno in crisi come il figlio della cugina di suo marito che sembrava tanto contento e poi invece ha lanciato un mattone al fratellino.”
Cari saluti e figli maschi!
alla prossima
Ps. potete lasciare dopo il biiiiip commenti, improperi, consigli, impressioni, ricette, testimonianze di parenti lontati, racconti mitologici, sia preistorici che moderni, e se lo ritenete opportuno i recapiti dei vostri psicologi, sciamani, spacciatori di fiori di bach, maestri zen, schiatzu, agupuntori, osteopati esoterici, che non si sa mai, un giorno mi capaciti di averne bisogno, e di tutti insieme. BIIIIIP

in mano fai una lista delle cose che ti fanno stare bene. Tutte, dalla tua colazione preferita ad un gesto, una musica, un film, un colore, un profumo; l nome delle persone che ti fanno sorridere il cuore, di quelle che ti fanno proprio ridere anche, che tu le conozca personalmente o le senta alla radio o su you tube. Chiudi gli occhi e pensa, cosa ti farebbe sentire bene ora? E scrivi.

